08 Mag 2020
Articolo Erasmus + tra didattica e sogni

Tra didattica e sogni

“Tutti i viaggi tra i paesi non europei ed europei saranno sospesi”

Il 17 marzo 2020 L’Europa torna indietro di 35 anni per combattere il Coronavirus e un’intera generazione ne resta praticamente paralizzata. La possiamo chiamare la generazione erasmus, quella abituata a pensare al passaporto solo per andare in USA, convinta, alcune volte, che basti la patente di guida o il codice fiscale per poter viaggiare e prendere un aereo. Italiani certo, ma europei.

Molti studenti hanno rinunciato alla possibilità di poter svolgere il loro primo tirocinio all’estero, un viaggio studio in attesa di tempi migliori. Proprio per questo abbiamo voluto dare voce ad alcuni ragazzi delle scuole superiori umbre, che in questi anni hanno effettuato un tirocinio all’estero grazie al programma Erasmus+.

Tra didattica e sogni - Consorzio ITCA

Come stanno? Cosa pesa più di tutto in questa situazione e come la loro esperienza viene in loro soccorso? Cosa li preoccupa e cosa, invece, dà loro fiducia?

Nel 2019 proprio le scuole hanno registrato il record di partecipazione al programma Erasmus, portando l’Italia al primo posto in Ue: su un totale di 2.052 partenariati scolastici approvati nel Vecchio Continente, infatti, 1.001 sono quelli di cui fanno parte gli istituti italiani.

Dopo 50 giorni di quarantena molti di loro hanno condiviso con noi alcuni ricordi e punti importanti che vorrebbero condividere con i futuri “ragazzi erasmus”, esorcizzando paure e remore:

“L’esperienza Erasmus+ mi ha lasciato ricordi unici ed indescrivibili, ma soprattutto l’amicizia con persone che a distanza di due anni sono ancora tra le migliori che io abbia mai conosciuto.”

Alessandro S.

“L’Erasmus+ mi ha lasciato una spiccata voglia di viaggiare, uscire da tutto quello che costituisce la mia “comfort zone“, da cui la maggioranza dipende, mi ha dimostrato che lì fuori c’è un mondo, tutto da scoprire. Ho imparato a gestirmi, a saper improvvisare e in generale ad affrontare la vita in un’ottica diversa, nonché migliore.”

Leonardo

“É un’esperienza incredibile, il divertimento è assicurato e vi lascerà un ricordo indelebile nel vostro cuore. Se mi chiedessero di fare una nuova esperienza non ci penserei neanche un secondo e partirei anche domani.”

Alex

 

Il viaggio, la condivisione e il futuro restano punti importanti:

“Tra 10 anni spero di essere come sono ora, sempre pronto a nuove esperienze e, perché no, magari anche con un lavoretto che mi aiuti con i miei sogni di viaggiare e di conoscere altre parti del mondo, insieme a una famiglia o a un gruppo di amici, come per esempio i compagni di Erasmus.”

Alessio

 

Ma guardando a questa quarantena e al futuro incerto anche per le opportunità di mobilità, ritengono ancor più importante aver vissuto questa esperienza:

“Quando i miei amici mi chiesero del viaggio mi guardarono con gli occhi lucidi e mi riempirono di domande! questo perché in fondo, a questa età, tutti vorrebbero un’occasione per vedere il mondo, conoscere persone nuove con una mentalità più aperta, fare esperienze sulla propria pelle, da soli, senza zavorre… In fondo è questo che si cerca e l’Erasmus può essere un ottimo punto di partenza per nuovi orizzonti, nuove mete e soprattutto nuovi sogni.”

Isabella

“A prescindere dalla situazione che stiamo vivendo ora, penso che la mobilità all’estero, sia una delle esperienze più belle e importanti che hanno segnato la mia crescita. Credo che ogni ragazzo debba avere la possibilità di farla, perché è un percorso che oltre a metterti di fronte ad una realtà diversa, ti segna e ti permette di capire ciò che veramente si vuole e si è.”

Elisabetta

 

Da una ricerca effettuata dalla redazione di Studenti.it, i ragazzi come vedono IL FUTURO? Il tema più sentito è la situazione economica dell’Italia (29%), cui segue il timore che possa verificarsi una nuova emergenza sanitaria (20%). Il 17,7% è preoccupato dalla prospettiva del verificarsi di altre catastrofi dovute alla fragilità ambientale e, infine, torna la preoccupazione per la situazione economica della propria famiglia (12%). L’8% teme nuove tensioni e divisioni tra i vari Paesi del mondo, mentre il restante 3,3% non ha particolari preoccupazioni. Solo il 10% si definisce ottimista. Allora ci piacerebbe lasciarci con la testimonianza di Alessandro, nell’attesa di poter riaprire le danze alle esperienze che lasciano, a chi le prova, eredità formative, emotive, culturali e di crescita.

“…la sensazione di far parte di qualcosa di più grande, di essere in grado di fondersi con essa, con diverse culture, altri popoli, entrare in simbiosi con le loro, i loro suoni ed i loro odori. Se c’è qualcosa di davvero importante che questo tipo di esperienza lascia non è di certo la memoria dell’architettura o dei paesaggi autoctoni (parlo di sensazioni personali), o almeno non quanto la sensazione che nulla sia impossibile nella vita: viaggiare, trasferirsi, sperimentare. Ad oggi non credo che il luogo di provenienza di una persona possa definirne le caratteristiche, siamo tutti, a grandi linee, uguali.”

Alessandro M

 

Ringraziamo gli studenti degli Istituti Superiori Umbri, Alessandro S., Leonardo, Alex, Elisabetta, Alessio, Isabella e Alessandro M. per aver costruito i pezzi di questo articolo.

Leave a Comment