10 Lug 2020
Riscrivere la storia abbattendo la cultura

Riscrivere la storia abbattendo la cultura

Cancellare il passato demolendo le sue immagini eliminerà le ingiustizie nel futuro?

Al centro delle recenti polemiche italiane ritorna la statua di Indro Montanelli a Milano. L’immagine del celebre giornalista del Corriere della Sera e fondatore del Giornale è stata imbrattata di vernice come atto di protesta contro alcuni episodi della sua vita che l’hanno visto prendere per sposa una dodicenne eritrea durante la campagna fascista del 1936 in Etiopia.

Questo è uno degli episodi di iconoclastia antirazzista che si susseguono in diverse parti del mondo dall’uccisione di George Floyd a Minneapolis. Il vandalismo e l’abbattimento delle statue di illustri personaggi accusati di legami e simpatie razziste sono diventati strumenti di ribellione del movimento Black Lives Matter contro le discriminazioni e le violenze razziali perpetrate oggi come ieri:

  • Edward Colston, mercante di schiavi e filantropo della Bristol del Seicento: gettato nel porto.
  • Winston Churchill, primo ministro inglese: imbrattato a Londra di fronte al Parlamento con la scritta “was a racist”.
  • Cristoforo Colombo: abbattuto al Byrd Park di Richmond in Virginia e decapitato a Boston nel Massachusetts, accusato come responsabile del genocidio dei nativi americani.
Cristoforo Colombo e suo figlio a La Ràbida -  Eugene Delacroix, National Galley of Art, Washington

Cristoforo Colombo by Eugene Delacroix, National Galley of Art, Washington

La strategia del movimento è ampia e organizzata. Una lista è stata stilata con i nomi delle statue da abbattere e sul sito StopTrump UK c’è una mappa interattiva che indica i prossimi obiettivi da demolire o intestazioni di monumenti da sostituire nel Regno Unito. Chiunque può aggiungere nuovi bersagli.

Oltre alle statue e ai monumenti, anche il cinema è stato colpito e affondato. Il film “Via col Vento” è stato rimosso dalla piattaforma HBO perché ritenuto razzista e altre storiche pellicole sono in corso di valutazione.

  • Ispettore Callaghan: il caso Scorpion è tuo (1971): le accuse mosse contro la violenza della polizia sono viste come strumentazioni dei criminali.
  • Forrest Gump (1995): il suo nome deriva da uno dei fondatori del Ku klux klan.
  • Indiana Jones e il tempio maledetto (1984): offre una visione stereotipata degli indiani.

Intanto in Belgio, il re Filippo chiede ufficialmente scusa ai congolesi per le sofferenze inflitte durante il colonialismo belga nel paese africano. Questo e tutti gli altri episodi fanno emergere il potere delle immagini e l’importanza della tutela dei monumenti.

L’opinione pubblica si è spaccata: barbarie contro giustizia. Dall’abbattimento della statua di Saddam Hussein in Iraq nel 2003, il dibattito ha visto gli oppositori appellarsi contro la damnatio memoriae per proteggere il cammino dell’umanità nel corso della storia, mentre i sostenitori dichiarano che queste immagini vanno eliminate perché offendono le vittime dei soprusi.

L’arte e la cultura diventano politica e scaldano i cuori, non solo per il loro potere evocativo del passato, ma per i tentativi d’immortalità che il potere vuole preservare. Forse potrebbe emergere una terza via, quella più difficile della ri-contestualizzazione che affronta il passato senza rimuoverlo, ripara le ingiustizie, conosce, racconta la storia e rilegge alla luce dei valori di oggi le scelte commemorative del passato, rafforzando i princìpi su cui si basa il presente.

Rinunceremmo alla Colonna Traiana, capolavoro dell’arte romana, per via delle stragi dei Daci?

 

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