31 Lug 2020
5 domande frequenti sulla Progettazione europea: impariamo a conoscere l’Europrogettista

Progettazione Europea. Chi è l’Europrogettista e che cosa fa?

5 domande frequenti sulla Progettazione europea: impariamo a conoscere l’Europrogettista.

1. Chi è l’Europrogettista?

Dal punto di vista terminologico, non esiste una precisa definizione di questa professione. Rientra tra le professioni non organizzate in ordini e collegi della legge n.4 del 2013. Dal punto di vista sostanziale, l’Europrogettista può essere definito come una figura che conosce le fonti di finanziamento europee e le procedure di gestione dei progetti che vanno ad implementare delle attività che rispondono agli obiettivi prefissati dall’Unione europea e dalle istituzioni ad essa collegate.

 

2. Che cosa fa nel concreto l’Europrogettista?

Project Design: analisi del fabbisogno e mappatura bandi. Raccoglie e analizza le esigenze dei “clienti” (interni o esterni di un’organizzazione) e in generale del contesto locale di riferimento, individuando i programmi e le linee di finanziamento più adatti a soddisfare queste richieste.

Proposal Management: partnership building, progettazione e scrittura. Ricerca partner nazionali e transnazionali per la realizzazione delle attività, elabora l’idea, trasformandola in forma scritta in una proposta di progetto che risponde alle richieste dei bandi pubblicati e predispone, insieme ai partner, il piano finanziario.

Project Management: gestione operativa, amministrativa, finanziaria e dei rischi. Una volta approvato, può supportare il partenariato nella gestione del progetto, seguendo un piano organizzativo e temporale programmato e parallelamente occuparsi della rendicontazione finanziaria.

 

3. Cosa sono i finanziamenti europei?

L’Unione europea assegna sovvenzioni (grants) alle organizzazioni e, talvolta, a singoli individui, per aiutarli a realizzare progetti che contribuiscono alle sue politiche e vengono assegnate a titolo di co-finanziamento (indicativamente del 50-75%) per progetti presentati in risposta agli inviti a presentare proposte (calls for proposals) e l’organizzazione beneficiaria dovrà contribuire a sua volta con una percentuale al finanziamento del suo progetto. La Commissione europea pubblicizza le opportunità di ricevere sovvenzioni sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE) o sui siti web delle rispettive Direzioni Generali della Commissione.

I settori tematici nei quali l’Unione europea gestisce i suoi programmi di finanziamento sono diversi tra cui: Ambiente, Audiovisivo e media, Cultura, Energia, Gioventù, Giustizia, Impresa e industria, Istruzione, Occupazione e pari opportunità, Cooperazione allo sviluppo, Ricerca e innovazione tecnologica, Salute, Tutela dei consumatori e Trasporti.

 

4. Cos’è un progetto europeo?

Ci sono diverse risposte a questa domanda. Un progetto può essere definito come:

  • la risposta a un bisogno, un’esigenza, una necessità di un determinato target e di beneficiari finali;
  • la soluzione ad un problema specifico;
  • uno strumento per l’attuazione delle policies europee.

Un progetto non può essere considerato come una semplice esigenza personale da finanziare. Esso deve rispettare una serie di requisiti indicati nei bandi (europei in questo caso), deve avere un’utilità che porta benefici non al singolo individuo, ma ai target di riferimento, ai beneficiari diretti e indiretti, al contesto in cui viene implementato e deve avere un valore aggiunto a livello europeo.

Inoltre, un progetto deve essere fattibile, cioè deve essere gestito da soggetti capaci sia sul piano operativo che finanziario.

Infine, la sua presentazione deve seguire uno schema (formulario), essere chiaro e comprensibile grazie a un’ottima conoscenza della lingua inglese (la più usata) e a un uso di termini ufficiali che un’Europrogettista deve conoscere.

Progettista europeo - cosa fa?

5. Chi e perché dovrebbe rivolgersi ad un Europrogettista?

I finanziamenti europei a gestione diretta possono essere richiesti da enti con personalità giuridica (pubblici e privati) stabiliti negli Stati membri dell’UE o appartenenti ad altri paesi che partecipano ai programmi europei di riferimento, quali ad esempio:

  • imprese,
  • associazioni no profit,
  • enti di formazione,
  • centri di ricerca,
  • enti locali,
  • enti del terzo settore,
  • scuole,
  • università,
  • associazioni di categoria,
  • camera di commerci,
  • fondazioni.

Più raramente i bandi sono aperti a persone fisiche o a gruppi di persone non giuridicamente costituiti.

L’Europrogettista è una figura essenziale che supporta e segue il “cliente” nel trasformare un’idea in una proposta progettuale vincente.

Ha una preparazione trasversale e le sue competenze spaziano dalla conoscenza del contesto europeo alla capacità di progettazione tecnica, dall’abilità nel costituire partenariati alle competenze informatiche e alla buona padronanza di almeno due lingue comunitarie di cui una, ovviamente, è l’inglese. A ciò deve aggiungersi la capacità di intrattenere buoni rapporti interpersonali, di creare una vera e propria rete di contatti, nonché avere tutte le informazioni fondamentali circa il contesto in cui si opera.

Per poter svolgere questa professione è necessario anche saper gestire i problemi e gli imprevisti, siano essi di tipo tecnico o relazionale, mediante il ricorso a vari strumenti e tecniche che consentono di superare al meglio queste difficoltà.

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Fonte: Commissione europea

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