24 Lug 2020
Il turismo al tempo del covid-19

Il turismo ai tempi del Covid-19

Tempi duri non solo per i vacanzieri incalliti, ma soprattutto per gli operatori del turismo: l’emergenza Covid-19, infatti, colpisce soprattutto le imprese turistiche che devono districarsi fra le stringenti normative sanitarie ed un brusco stop dei consumi e delle prenotazioni.

Il peso del turismo, in Italia vale il 13% del Pil, e non si riduce certo agli ombrelloni sulle spiagge, ma comprende una vasta gamma di attività, che va dalle fiere alle navi da crociera, dalla montagna al mare, dalla città d’arte al turismo naturalistico e religioso.

Come sarà dunque l’estate italiana 2020 e da dove arriveranno i nostri turisti?

Fino a poco fa il 79% di tutte le presenze era costituito dal turismo straniero (Germania,Stati Uniti, Francia e Regno Unito, Paesi Bassi ai primi posti) che produceva una spesa complessiva di circa 45 miliardi di euro (stima di chiusura del 2019), di cui più della metà (54%) imputabili all’attrattività esercitata dalle regioni del Nord Italia, quelle al momento maggiormente colpite dal virus.

Per 100 euro spesi dai turisti nel nostro Paese:

  • oltre un terzo va al settore della ricettività;
  • 13 € a quello della ristorazione;
  • 12 € per lo shopping;
  • 13 € a quello del trasporto;
  • 4 € a quello dell’intermediazione;
  • oltre 3 € ai servizi culturali, sportivi e ricreativi;
  • 20 € infine vanno ad altri servizi non compresi tra quelli principali e più significativi (assicurazioni, spese per articoli o servizi generici).

Uno studio svolto da World Capital ha cercato di delineare uno scenario di ripresa del settore considerando vari fattori. A causa degli arrivi stranieri con il contagocce, il turismo italiano subirà gravi perdite. L’unica ancora di salvezza, seppur parziale è che gli italiani decidano di viaggiare in Italia per i prossimi mesi in modo da contribuire alla ripresa turistica del paese. Lo studio riporta che:

“qualora tutti i turisti italiani che nel 2019 si sono diretti verso mete estere, rimanessero in Italia nel 2020, sarebbero in grado di compensare le presenze turistiche straniere registrate in Italia nel 2019, che si ipotizza possano ridursi del 92% nel 2020”.

In questo senso, l’istituzione del Bonus Vacanze potrebbe incentivare il turismo residenziale. I dati Isnart-unioncamere sembrano confermare questo studio, infatti dei 24 milioni di persone che si muoveranno, l’86% rimarrà in Italia e solo il 4,8% andrà all’estero, contro il 26% del 2019.

La stessa indagine segnala che:

“cresce chi si orienta verso una vacanza all’insegna dello sport, cui i territori devono saper offrire risposte in termini di servizi e prodotti adeguati. Serve, allora, una nuova attenzione a questo fenomeno, sapendo che dobbiamo essere pronti a cambiare l’offerta dei territori e delle nostre destinazioni nazionali verso questi nuovi turismi e le loro esigenze.”

 

Vernazza - 5 terre - Liguria

Vernazza – 5 terre – Liguria

 

Proviamo ad indicare alcune possibili linee di sviluppo:

Un maggiore interesse verso le regioni “covid free”.

Sarà più facile ripartire per quei territori in cui il sistema non presenti rischi di contagio e sarà percepito come pronto a rispondere alle emergenze o a nuove possibili recrudescenze del virus.

 

Più Vicino e/o nelle seconde case.

Saranno privilegiate forme di viaggio concentrate prevalentemente in Italia e di breve-medio raggio o nelle seconde case.

 

Open Air e piccoli gioielli.

Si riscoprirà l’Italia meno nota e affollata, le attività open air e il turismo lento.

 

Più viaggi individuali e meno viaggi di gruppo.

Ciò per la propensione a mantenere forme di distanziamento sociale.

 

In conclusione sicuramente il 2020 sarà molto complicato, ma gli effetti sulla domanda e sull’offerta saranno duraturi ed il 2021 non sarà un anno facile, gli impatti del Coronavirus si faranno sentire non solo nella contrazione della domanda, ma soprattutto nei cambiamenti che sia le autorità sia i clienti richiederanno.

Sicuramente ci saranno dei cambiamenti nella domanda, ma non solo, il mercato sarà molto sensibile al fattore prezzo. La domanda vorrà maggiore flessibilità nelle prenotazioni (cancellazioni) e nelle tariffe, ed il settore turistico che dovrà fare i conti con un importante indebolimento e una revisione generale delle politiche commerciali e di marketing.

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