17 Apr 2020
My Itaca - i social media nell'era del coronavirus

I Social Network nell’era del Coronavirus

Come è cambiata l’attività degli italiani sui Social Network durante l’emergenza Coronavirus?

Scorpacciate di Social Network in maniera tutta nuova, o quasi. Quanto e come il Covid-19 ha modificato la quotidianità Social degli abitanti dello stivale.

Aperitivi via skype, concerti dai balconi, challenge più disparate e giochi da tavola virtuali. Gli italiani durante l’emergenza Coronavirus hanno dovuto rinnovare la propria routine adattandola alle restrizioni imposte dagli ultimi Decreti Ministeriali, modificando quindi in toto molti aspetti della quotidianità. Tra questi rientra anche l’utilizzo dei social network. Dove è abbastanza scontato, solo a casa, ma come e quanto vengono usati i social network durante l’emergenza Coronavirus?

L’indagine di Sensemakers , in collaborazione con Shareablee, ha pubblicato la ricerca “i social al tempo del Coronavirus” permettendoci di luce sui cambiamenti della dieta social di alcuni paesi, tra cui l’Italia, durante la pandemia. (Qui un abstract della ricerca)

Iniziamo dal QUANTO

Durante la quarantena abbuffate non solo di aperitivi virtuali ma anche di social media, dato che questi hanno visto gli accessi schizzare fino a registrare un aumento del 78,99% tra gennaio e marzo 2020 rispetto allo stesso trimestre del 2019. Un’altra indagine, dell’Eurispes, segnala che gli abitanti dello stivale passano 6 ore al giorno online, di cui 2 ore vengono trascorse sui social network, il tempo restante è dedicato a film, video e musica in streaming.

COME è cambiato l’utilizzo dei social?

Sempre l’indagine di Sensemakers ci fornisce una fotografia di come è cambiato l’engagement prima, all’inizio e dall’esplosione della crisi.

Le piattaforme hanno evidenziato un calo dell’interesse degli utenti nei confronti del calcio sin dal periodo pre crisi. Instagram, rispetto al periodo pre crisi, dall’esplosione della crisi vede una crescita dell’engagement di contenuti editoriali dedicati ai giovani, sebbene la fetta più grande dell’intrattenimento appartenga ancora agli influencer, primi fra tutti i coniugi Ferragnez.

Facebook segnala invece un consistente aumento dei contenuti editoriali di giornali locali – in primis – e nazionali. La piattaforma di Zuckerberg sembra confermare anche in questo periodo la connotazione di social dove gli utenti si informano, ma diventa anche il palcoscenico delle comunicazioni, utilizzato, come si è visto, da Giuseppe Conte per le sue dirette.

Anche su Twitter i messaggi istituzionali la fanno da padrona (al primo posto durante l’esplosione della crisi il Tweet di Conte), inoltre il microblogging conferma il suo originario ruolo di piattaforma per eccellenza del dibattito pubblico.

Su YouTube invece, sia al’’inizio che dall’esplosione della crisi il primo scalino del podio dell’engagement resta nelle mani dei contenuti puramente d’intrattenimento, dalla musica ai TV show fino ai contenuti dei video creator.

Pagina Facebook di Palazzo Chigi

Come dimostrano i dati, stando in casa gli italiani non rinunciano alle relazioni e alla vita sociale, seppur in veste digitale. Indicativo il dato secondo cui gli italiani utilizzano, ora più che mai, i social network, nello specifico Facebook, come canale per informarsi e restare aggiornati su ciò che accade intorno a loro. Questa caratteristica apre un nuovo dibattito, quello relativo alle Fake News, un tema questo talmente importante che ha spinto alcune emittenti televisive a creare una campagna di spot per sensibilizzare i cittadini proprio su questa tematica, molto forte in un momento così delicato.

Fonti:

 

Anche la tua quotidianità social ha seguito questi nuovi trend durante la crisi da Coronavirus? Lascia un commento qua sotto con il tuo punto di vista sul tema.

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