25 Set 2020
Europa: un’unione vitale in un mondo fragile

Europa: un’unione vitale in un mondo fragile

L’Unione Europea ancora immersa nella gestione della pandemia Covid è alla prova forse più difficile dalla sua creazione:

  • diventare uno strumento utile alle esigenze dei popoli che la compongono o rintanarsi nella burocrazia e impalpabilità delle quali viene accusata da più parti;
  • esercitare un protagonismo nello scacchiere politico/economico internazionale o relegarsi a mero terreno di conquista.

Insomma attuare politiche identitarie e ridistributive mirate al miglioramento della qualità della vita dei suoi cittadini facendoli sentire parte di una comunità sociale (lavoro, incentivi, economia, diritti, sostenibilità, possibilità) potrà essere il disegno sul quale sottoscrivere il nuovo patto dell’organizzazione degli stati.

La scelta sarà irreversibile e metterà un punto definitivo sul proseguimento dell’Unione.

Nel discorso sullo stato dell’Unione pronunciato dalla Presidente Von Der Leyen al Parlamento Europeo, si colgono alcuni elementi che sembrano presagire ad uno scenario di rinnovamento: un nuovo patto sociale dell’Unione.

Fonte img: https://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_von_der_Leyen

Fonte img: wikipedia.org

La presidente parla all’Europa, e dell’Europa, mettendo in fila gli obiettivi del suo mandato:

  • la lotta comune al Covid, palesando le fragilità emerse e le possibilità in prospettiva, anche con la creazione dell’Agenzia Europea per la ricerca e lo sviluppo avanzati in campo biomedico in grado di rispondere in maniera più veloce, transfrontaliera ed adeguata a possibili futuri ritorni di epidemie.
  • Il Lavoro come dignità Intoccabile, attraverso la creazione di un quadro per il salario minimo a tutela dei posti di lavoro per creare equità sociale e valorizzazione dei lavoratori.
  • Le Opportunità, per cittadini ed imprese che possono e devono trovare dentro al mercato unico convenienza, stabilità ed un quadro normativo comune per poter competere a livello globale e locale.
  • Il Green Deal Europeo, con l’obbiettivo di portare al 55% la riduzione delle emissioni entro il 2030. Una rivoluzione green che passa per tecnologie, competenze ed investimenti ai quali saranno destinati il 37% dei fondi di NextGenerationEU e in grado quindi di stimolare ulteriormente un economia circolare vantaggiosa e proficua.
  • Il Digitale, attraverso investimenti per la creazione di un Cloud Europeo al servizio dell’industria e delle nuove tecnologie, che preveda anche la creazione dell’identità digitale Europea e la connettività in tutte le aree (soprattutto rurali) dell’Eurozona.
  • La Maggioranza Qualificata, per le politiche estere che permetta di superare lo steccato dell’unanimità.

bandiera arcobaleno

Infine la Von Der Leyen propone una nuova linea comune sul tema dei diritti e dei valori fondanti, partendo proprio dai diritti dei migranti e proponendo il superamento del trattato di Lisbona e prevedendo un nuovo trattato che preveda la solidarietà obbligatoria degli stati verso i luoghi di approdo (principalmente Italia, Spagna, Grecia)!

Poi pone l’accento sull’importanza del rispetto delle differenze come valore di cooperazione e cita Hume “la differenza è l’essenza dell’Umanità”, e chiarisce la posizione della UE:

“la Lotta al razzismo non sarà mai un opzione facoltativa…nomineremo il primo coordinatore della commissione per l’Antirazzismo”.

Dice di voler essere chiara la Presidente e quindi si spinge oltre dichiarando anche che

“le zone che non hanno posto per le persone LGBTQI sono zone che non hanno posto per l’umanità e non hanno posto nella nostra Unione”.

Insomma un discorso incoraggiante che parla di futuro, di diritti, di generazioni, di relazioni e di un’Europa inclusiva e aperta. Ora sta agli stati dare corpo alle misure coerenti, al parlamento proporre azioni concrete ed ai cittadini vigilare perché questo accada.

 

Leggi il discorso integrale Della Presidente della Commissione europea Ursula Gertrud von der Leyen qui.

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